UNA FORMULA PER NUOVO TURISMO: CORIGLIANO “VILLAGGIO DELLA FAMIGLIA”

Potrebbe apparire a prima vista un semplice cambio di denominazione, o una nuova e bizzarra trovata pubblicitaria.

Invece sintetizza un modo di “gestione di un territorio” che si sforza di essere in sintonia con le esigenze e con le difficoltà del momento.

Da anni Corigliano lavora nella prospettiva di favorire concretamente le pari opportunità garantendo anche nelle ristrettezze economiche, servizi fondamentali a disposizione delle famiglie ( penso all’asilo nido,che nel rapporto ifel-anci su economia e finanza locale , veniva segnalato come un esempio virtuoso che supera gli standard ottimali di qualità raggiungendo un 38% rispetto alla media del 33%; o ai servizi di ludoteca e assistenza anziani realizzati in collaborazione con le volontarie del servizio civile ) .

Sempre in questa prospettiva abbiamo ottenuto lo scorso gennaio il riconoscimento del Premio “Amico della famiglia” indetto dal Dipartimento delle politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Ed è proprio grazie a questa impostazione e convinzione che, anche attraverso un finanziamento della Regione Puglia, siamo riusciti a costruire, in collaborazione con l’associazione “Piccolo principe cresce” nata proprio dall’esperienza del servizio civile, quella che in genere viene definita “La città dei tempi e degli orari”.

Orari prolungati dell’asilo nido fino alle 17.00. Apertura il sabato. Possibilità di baby sitteraggio presso il nido e anche a domicilio. Ludoteche pomeridiane a prezzi competitivi anche per i non residenti, Insomma tutto ciò che può consentire alle donne di mantenere senza difficoltà il proprio lavoro, ma direi di gestire al meglio la propria vita.

Da qui allora l’idea di trasferire questo modello di comportamenti all’interno di un pacchetto turisti stico in grado di soddisfare anche le esigenze del “cittadino temporaneo” . E a Corigliano, negli ultimi anni , i cittadini temporanei sono davvero tanti.

Attraverso un bellissimo lavoro di sinergia con il territorio, con l’associazione commercianti, con la Pro loco, con la Coldiretti, con semplici volontari, con le aziende di produzioni di pasta del nostro paese Tandoi-Ambra e Abatianni, abbiamo immaginato le domeniche a misura di famiglia.

Sicuramente un modo diverso di fare turismo, che è però frutto di una chiara visione politico-amministrativa. Quella che individua la famiglia come pilastro fondamentale della società , verso la quale occorre indirizzare azioni concrete capaci di sostenerla in un momento così delicato e difficile.

A cominciare dal semplice recupero dello “ stare insieme” , un valore imprescindibile a volte dimenticato dalla nostra società così frettolosa .

Insieme. Non solo l’uno accanto all’altro. Magari accanto al televisore. O a fare la spesa proprio la domenica al supermercato.

Ma l’uno per l’altro.

Stare insieme soprattutto per parlare, comunicare , comprendere , ascoltare . E poi anche giocare, passeggiare, pranzare.

Senza preoccuparsi del traffico, perché le strade saranno ciclo-pedonabili;

senza dover necessariamente portarsi dietro un video-gioco perché saranno allestiti laboratori didattici per tutti i bambini curati dalle associazioni .

Senza preoccuparsi della qualità del pranzo a ristorante perché sarà interamente a Km 0 con prodotti locali e scelti dalla Coldiretti;

senza preoccuparsi del costo del pranzo 18 euro per l’adulto e 5 euro per il bambino;

senza preoccuparsi del “fastidio” che i bambini potrebbero dare agli altri clienti, perché avranno spazi opportunamente allestiti per le loro esigenze.

Senza preoccuparsi di ricercare l’allegria. Perché potrà essere condivisa nella sala cavallerizza del Castello con feste e balli a tema . A cominciare dal 27 febbraio con il ballo in maschera; al 27 marzo con Disco Italia per la festa Tricolore; al 1 maggio con le pizziche le musiche della fiera,al 29 marzo con il ballo della Primavera.

 

Le domeniche a misura di famiglia non saranno certo la panacea di tutti i mali.
Ma possono essere un punto di inizio.
+Forse qualcosa può ancora cambiare.
Tutto dipende dalla nostra volontà e dalla capacità di crederci fino in fondo.
Io ci credo.
Come ci credono tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo fantastico villaggio.
E che voglio ringraziare di vero cuore.

 

Una bella sfida. Ma aggiungerei. Una piccola testimonianza di una politica al femminile. E perché no! Una risposta concreta alle sfide del federalismo.

Le buone prassi, a volte, possono anche partire dal sud e dalle donne.